A volte capita di svegliarmi e sentirmi meno intelligente del giorno prima (che poi è un modo gentile per dire più stupida). In questo clima di rimbambimento cerebrale, penso che un buon caffè sia la soluzione per risvegliare il mio intelletto. Un caffè. Due caffè. Tre caffè. Quattro caffè. Aumenta la mia presa di coscienza: il sonno si è portato con sé qualche neurone. Bene. Constatato questo, comincia un nuovo giorno e io sono più stupida di ieri. Cosa farne adesso di questa stupidità? Mi sento incapace. Bene. Prendi nota, che una persona può diventare niente nel corso di qualche ora, di qualche minuto in alcuni casi.
Come passare adesso la giornata? Studiare, non si può. Il cervello, già scosso da un brutto trauma in mattinata, non può certo impegnarsi in un simile compito. Stereo, metti su un po' di musica, sai già quella che voglio. Oggi è giornata Inti Illimani...anche con il mio misero spagnolo abbozzato li capisco quando parlano...diminuiscono il mio senso di stupidità e mi fanno sentire un minimo orgogliosa. E così mi tolgo dalla testa anche l'idea di studiare spagnolo...la musica aiuta con le lingue..la mia parte l'ho già fatta..ho sentito un cd intero!! Un'idea brillante attraversa l'aria e mi colpisce in pieno. Un attimo di stupore per il colpo in faccia dell'idea, che poi proprio brillante non lo è. All'esame di spagnolo bisogna portare dei testi con i propri commenti: benissimo! Digressione. Davanti alla professaressa, buenas dias, que tal, hasta siempre comandante Che Guevara, che el pueblo unido jamas serà vencido, y esta vez no se trata de cambiar un presidente, serà el pueblo que construya un Chile bien diferente. Un tocco di Ska-P, tuonan los pepinos in Baghdad, saco un paperillo, me preparo un cigarillo, hestoy hasta los huevos orgulloso de estar entre el proletariato. Commento: tienen razon. 30 e lode assicurato.
Una mattinata ad aspettare un'idea, e l'unica cosa che ne è venuta fuori è una "visione" su un impossibile, improbabile e folle esame. Aumenta il mio senso di stupidità. Sta per raggiungere il minimo storico. Bene bene, comunque alla fine qualcosa si deve pu fare. Mi metto al computer. Apro il mio blog..bene, non lo ha letto nessuno...la mia previsione era esatta..mi dò importanza..ho un futuro da indovina, altro che i buffoni che vanno da Costanzo..potrei creare un programma tutto mio sulla tv dell'imbecillità....riscuoterei un successo enorme. Mentre concludo la seconda idea brillante della giornata (e siamo solo alla mattina!), penso a qualcosa da scrivere, e mi rendo conto che per quanto impegno io ci possa mettere, tutto ciò che scrivo continuerà a rimanere un testo incollato su una pagina web qualcunque, se non trovo un modo di farmi pubblicità. Decido di girare altri blog che ci sono per la rete, per trovare qualche idea, promuovere qualche scambio link...o semplicemente perché quello che scrivo, a volte, pare estraneo persino a me, ed ho voglia di cambiare.
La rete è piena di blog. Ma che invenzione stupenda! Piacciono proprio a tutti. Chiunque ha un suo bel blog, con i suoi post e la sua clientela fissa. Girando girando, trovo blog di ogni genere. Ne trovo uno che è esattamente il genere di blog che avevo in mente quando ho deciso di aprire il mio. E' perfetto. Se potessi rilevarlo lo farei. Per pigrizia e per mancanza di tempo, non sono riuscita a realizzare una magnificenza simile...e graficamente parlando c'è l'immobilità perché i template non li ho mai capiti (neppure ieri, che ero meno stupida di oggi, o un po' più intelligente). Mi affliggo, ci rimango male, mi assale il senso di inutilità, chiudo internet e vado in camera.
Sul comodino c'è "Il mondo alla fine del mondo" di Sepulveda. Ci sono le ultime 20 pagine ancora da leggere, lasciate lì il giorno prima per dare l'impressione che il libro sia un po' più lungo di quanto effettivamente sia, e permettermi di godermelo un po' di più. Ma non ho voglia di leggere. Epoi volto lo sguardo, ed eccola là, poggiata sotto la bandiera della pace appesa al muro, bella, elegante..la chitarra.
La prendo in mano. Diamine, è scordata!! Cerco di accordarla alla bell'e meglio (non sono ancora troppo pratica), abbozzo due accordi. Suono una volta l'unica canzone che sono riuscita ad imparare, "El Presidente", dei Modena, che presenta poche difficoltà con gli accordi (io e il barré, abbiamo litigato e non so se firmeremo mai un armistizio). Non esce benissimo, la chitarra stona un po' ogni tanto, ma me ne frego e suono lo stesso, anche così, giusto per sfogarmi. E poi, decido di affrontare la verità. Excursus nel passato: un mese fa all'incirca ho deciso di voler a tutti i costi imparare a suonare la chitarra. La prendo in mano per la prima volta, e con l'aiuto di un corso gratuito su internet e mia sorella, riesco a imparare i fondamentali. Giunge dunque il momento di suonare la mia prima canzone...quale potrà mai essere? E' proprio lei, la storica "Canzone del sole" di Battisti. Non la amo particolarmente, ma dicono sia la + facile per i principianti (e con dicono, intendo mia sorella, che se dice qualcosa, deve avere necessariamente ragione, e se dice che il sole gira intorno alla terra, la terra si deve fermare e il sole cominciare a ruotare, fanculo Galileo e gli altri presuntuosi che decisero secoli addietro di contraddire quello che lei oggi aveva intenzione di affermare!).
Parto con gli accordi, facili da imparare...ho una buona memoria per le date, per i nomi...e anche per gli accordi a quanto pare. Re, La, Sol, La....e che ci vuole....
Ritorno al presente: mentre guardo la mia chitarra semi scordata, comincio a intonare il Re. sdleung! sdleeung!..non so se si possa chiamare comunque musica...ma io voterei decisamente per il rumore. Il fatto è questo..credo che mi manchi il senso del ritmo, o qualcosa del genere, non lo so. A parte che ci ho messo 10 giorni per imparare a dare una pennellata sulle corde come si deve, dopo un mese la sottoscritta ancora non riesce a suonare quei 4 accordi. E non perché io no becchi le corde per gli accordi..ma perché non riesco assolutamente a trovare il ritmo, niente di niente. La mia canzone del sole suona più o meno come uno "sdeung-sdeung-sdeung, sdeung-sdeung-sdeung..." ripetitivo e degno della techno. E mentre sono lì sul letto, a provarci ancora una volta, con quel gioiellino in mano, m'immagino che nella notte ci sia stato un baratto segreto e che in cambio di un paio di neuroni, mi sia stata data il dono l'abilità di suonare l'agognato strumento. Comincio...1...2....3.........1...2...3....4....5...6....via!
......"sdeung-sdeung-sdeung, sdeung-sdeung-sdeung..." .....
Nessun baratto a quanto pare. Solo la mia solità incapacità. Ma perché mi chiedo, chiunque sa e può suonare una chitarra. Perché io no? Raddoppio l'impegno..come si prende il ritmo?....Provaci ancora...Questa non si può sentire...Dai, continua a impegnarti....Arriva un momento in cui ti fermi, pensi alla canzone del sole e alle milioni di persone che la sanno suonare con la semplicità con cui si impara a piangere appena nati. Stamattina mi sento decisamente stupida. E non più stupida di ieri, o meno intelligente. Semplicemente stupida. Senza comparazione.
Svevo....Zeno....La coscienza di Zeno....l'inetto..........ma non è che si parlava di me?!?