Il 26 giugno, dopo due mesi esatti dalla sospensione del programma
Afganistan, Emergency ha ripreso l'attivita' nell'ospedale di Kabul,
limitatamente alla chirurgia di guerra. Presso l'ospedale operano 118
membri dello staff locale (medico, paramedico e ausiliario) e 8 membri
dello staff internazionale.
Il 28 giugno un'alluvione ha colpito la valle del fiume Panshir, due
giorni dopo Emergency ha riaperto il Posto di primo soccorso di Anabah
per fornire assistenza sanitaria alla popolazione e provvedere alla
distribuzione di beni di prima necessita'.
Il 30 giugno è stata riaperta la clinica nel carcere di Pol-i-Charki,
a Kabul.
Il 7 luglio e' stato riavviato l'ospedale generale di Anabah, dove sono
attualmente impegnati 128 membri dello staff nazionale, in attesa di
essere raggiunti dal personale internazionale di Emergency.
Nelle prossime settimane si procedera' alla riapertura delle altre
strutture di Emergency per tornare a fornire assistenza sanitaria di
alto livello e gratuita a chiunque ne abbia bisogno.
Questo l'ultimo comunicato proveniente dalla mailing list di Emergency. Dopo la liberazione di Ramatullah, finalmente gli ospedali stanno tornando ad essere attivi. Per gli errori della politica non devono pagare i civili, e tarpare le ali a chi cerca di aiutare è un ingiustizia egualmente enorme.
Speriamo che cose del genere non debbano più accadere.





