martedì, 28 novembre 2006

Dio che non esisti ti prego
che almeno su questa grande nave
che mi porta via
le cabine siano...siano ben aerate [...]

Ma se non esiste perché lo preghi?

Non esiste fintanto che io non ci credo
finché continuo a vivere come
viviamo tutti
desiderando desiderando
ma se io lo chiamo...

Troppo tardi.

Per la forza terribile dell'anima mia,
forse vile, trascurabile in sé
però anima nella piena portata del termine,
se io lo chiamo verrà.

Dino Buzzati, 1957

postato da: kiocciolina alle ore 14:53 | Permalink | commenti
categoria:citazioni, libri
lunedì, 06 novembre 2006

Ecco una delle più belle definizioni della creatività poetica, a parer mia. E' opera di William Shakespeare, in "Sogno di una notte di mezza estate".

 

The poet's eye, in a fine frenzy rolling,
Doth glance from heaven to earth, from earth to heaven;
And as imagination bodies forth
The forms of things unknown, the poet's pen
Turns them to shapes, and gives to airy nothing
A local abitation and a name.

[L'occhio del poeta, roteando in sublime frenesia / guarda dal cielo alla terra e dalla terra al cielo; / e mentre l'immaginazione dà corpo / a cose sconosciute, la sua penna / le cambia in forme e all'aereo nulla / dà un luogo in cui vivere e un nome]

postato da: kiocciolina alle ore 15:51 | Permalink | commenti
categoria:citazioni, teatro, shakespeare
lunedì, 10 aprile 2006

Oggi voglio farvi entrare in contatto (o far ri-entrare, a seconda dei casi) con un filosofo che trovo decisamente grande. Sto parlando di Arthur Schopenhauer. Quando mi sono trovata in quinto liceo a doverlo studiare, mi ha colpito enormemente, perché il suo modo di pensare, i suoi scritti e pensieri si trovavano a riflettere, in modo più o meno somigliante, dei pensieri già da me formulati.

Per questo motivo oggi, trovandomi a rileggere una raccolta di frasi e pensieri che mi avevano lasciato una traccia dentro, ve li ripropongo. Da queste frasi si può ricostruire qualcuno dei punti essenziali della sua filosofia, ma per chi sia particolarmente interessato, lascio un link: http://www.cronologia.it/storia/biografie/schopenh.htm

 

 Chi non ama la solitudine non ama neppure la libertà, perchè si è liberi unicamente quando si è soli.

 Ci sarà una sola determinata donna che corrisponderà nel modo più perfetto ad un determinato uomo. La  vera passione d'amore à tanto rara quanto il caso che quei due si incontrino.

 Ciò che nella vita reale mi ha sempre e ovunque ostacolato è stata la mia incapacità, fin negli anni della vecchiaia, di farmi un'idea autentica della meschinità e della bassezza degli uomini.

Ciò che rende socievoli gli uomini è la loro incapacità di sopportare la solitudine e, in questa, se stessi.

Dei mali della vita ci si consola con la morte, e della morte con i mali della vita. Una gradevole situazione.

Desiderare l'immortalità è desiderare la perpetuazione in eterno di un grande errore.

Genio e follia hanno qualcosa in comune: entrambi vivono in un mondo diverso da quello che esiste per gli altri.

I pensieri messi per iscritto non sono nulla di più che la traccia di un viandante nella sabbia: si vede bene che strada ha preso, ma per sapere che cosa ha visto durante il cammino bisogna far uso dei suoi occhi.

I pregi della posizione sociale, della nascita, sia pure regale, della ricchezza e simili stanno agli autentici pregi personali, il grande spirito o il grande cuore, come i re da palcoscenico stanno a quelli veri.

Il grande dolore che ci provoca la morte di un buon conoscente ed amico deriva dalla consapevolezza che in ogni individuo v'è qualcosa che è solo suo, e che va perduto per sempre.

Il suicida è uno che, anziché cessar di vivere, sopprime solo la manifestazione di questa volontà: egli non ha rinunciato alla volontà di vita, ma solo alla vita.

Imitare le qualità e le caratteristiche altrui è molto più vergognoso del portare abiti altrui: perché è il giudizio della propria nullità espresso da se stessi.

In tutti i popoli esistono i monopolizzatori e gli appaltatori del bisogno metafisico: i preti.

Io non ho scritto per gli imbecilli. Per questo il mio pubblico è ristretto.

La felicità è come l'elemosina gettata al mendico. Gli permette di vivere oggi per prolungare il suo dolore l'indomani.

La religione cattolica è un'istruzione a elemosinare il cielo, visto che sarebbe troppo incomodo guadagnarselo. I preti sono gli intermediari di questa elemosina.

La vita è una cosa spiacevole, e io mi sono proposto di passare la mia vita a rifletterci sopra.

La vita umana è come un pendolo che oscilla incessantemente fra noia e dolore, con intervalli fugaci, e per di più illusori, di piacere e gioia.

Nessuno si è mai sentito felice nel presente, a meno che non fosse ubriaco.

Non v'è dubbio che la vita non ci sia stata data perché ne godiamo, ma per vincerla - per superarla.

Quando pensiamo con orrore alla morte, la consolazione più sicura ed efficace che ci è data è sapere che essa ha almeno questo di buono, che è la fine della vita.

Quando uno comincia a parlare di Dio, io non so di cosa parli, infatti le religioni, tutte, sono prodotti artificiali. (da O si pensa o si crede)

Se un dio ha fatto questo mondo, io non vorrei essere quel dio, perché il dolore del mondo mi strazierebbe il cuore

Templi e chiese, pagode e moschee, in tutti i paesi e in tutte le epoche, sono una testimonianza, nel loro splendore e nella loro grandezza, del bisogno metafisico dell'uomo che, potente e indistruttibile, segue a ruota il bisogno fisico.

Verso la fine della vita avviene come verso la fine di un ballo mascherato, quando tutti si tolgono la maschera. Allora si vede chi erano veramente coloro coi quali si è venuti in contatto durante la vita.

postato da: kiocciolina alle ore 00:48 | Permalink | commenti (2)
categoria:citazioni, filosofia
lunedì, 27 marzo 2006

Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla, o non vale niente lui. (Ezra Pound)

Gli italiani quando sono in due si confidano segreti, tre fanno considerazioni filosofiche, quattro giocano a scopa, cinque a poker, sei parlano di calcio, sette fondano un partito del quale aspirano tutti segretamente alla presidenza, otto formano un coro di montagna. (Paolo Villaggio, Fantozzi)

Si crede di lottare e di soffrire per la proipria anima, ma in realtà si lotta e si soffre per la propria pelle, soltanto per la propria pelle. (Curzio Malaparte)

E' più facile spezzare un atomo che un pregiudizio. (Albert Einstein)

Se esprimi un desiderio e perchè vedi cadere una stella; Se vedi cadere una stella e perchè stai guardando il cielo e se guardi il cielo e perchè credi ancora a qualcosa. (Bob Marley)

Chi è disposto a rinunciare alle proprie libertà fondamentali per briciole di temporanea sicurezza non merità ne la libertà ne la sicurezza (Benjamin Franklin)  

postato da: kiocciolina alle ore 09:23 | Permalink | commenti
categoria:citazioni