venerdì, 11 agosto 2006

Il 7 agosto Amnesty International in oltre 30 paesi ha organizzato veglie e manifestazioni per chiedere un cessate il fuoco completo ed effettivo tra Israele ed Hezbollah.

Altre veglie si sono svolte in Australia, Belgio, Cile, Corea del Sud, Francia, Giappone, Hong Kong, India, Lussemburgo, Malaysia, Mali, Messico, Nepal, Nuova Zelanda, Olanda, Pakistan, Paraguay, Regno Unito, Sierra Leone, Slovenia, Slovacchia, Spagna, Stati Uniti d’America, Svezia, Taiwan, Thailandia, Turchia e Venezuela. 

Amnesty International invita tutti a tenere accesa una candela sul balcone o alla finestra della propria abitazione finché il cessate il fuoco non sarà raggiunto. Io ne ho messa una di lato al blog, immaginando che sia la mia finestra da cui parlare al mondo.

 

Sul sito di Amnesty International è presente un appello in cui si chiede al Primo Ministro israeliano e al Segretario generale Hezbollah il cessate il fuoco immediato che consentirebbe così lo svolgimento di attività umanitarie indispensabili, che non possono essere intraprese mentre sono in corso massicci bombardamenti. Il cessate il fuoco, inoltre, permetterebbe l’avvio di un’inchiesta sui crimini commessi durante il conflitto e potrebbe favorire negoziati per un accordo che promuova il rispetto dei diritti umani degli israeliani e dei libanesi. Ecco il link: http://www.amnesty.it/appelli/azioni_urgenti/israele_libano?page=azioni_urgenti

 

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categoria:pace, attualitĂ , amnesty international
giovedì, 03 agosto 2006

Passata la legge sull'indulto, ennesima dimostrazione del governo di come alla fine, gira e rigira, ognuno finisca per fare i propri comodi. Soluzione praticamente inutile per l'affollamento delle carceri, serve più che altro a tenere lontani dalle celle personaggi troppo "eccellenti" per poter finire al fresco. In uno Stato come l'Italia, dove la Giustizia non ispirava particolare fiducia, questa legge cade a pennello, per far alzare gli occhi al cielo e dire un basta, non ce la facciamo più!!

Ho trovato un paio di articoli interessanti scritti da Marco Travaglio, uno dei pochi che in quest'epoca di mala informazione riscostra un minimo di fiducia, quasi fosse lo spiraglio di verità che qualcuno di noi va cercando. Vi riporto i link:

Questo è un articolo riportato sulla Repubblica, che spiega la grande facilitazione data dall'indulto alle multinazionali, a spese dei soliti "pezzenti" di turno:

http://www.repubblica.it/2006/07/sezioni/politica/indulto-di-pietro/eternit/eternit.html

Ed ecco qui un altro bell'articolo interessante, sempre di Travaglio:

http://www.megachip.info/modules.php?name=Sections&op=viewarticle&artid=2302

Canzoni correlate all'articolo:

Liberi Tutti - Subsonica (non fosse altro che per il titolo!)

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lunedì, 24 luglio 2006

vignetta presa presa dal sito di Emergency www.emergency.it

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giovedì, 20 luglio 2006

Oggi, 20 Luglio, ricorre l'anniversario della scomparsa di Carlo Giuliani in seguito agli avvenimenti di Genova durante il G8.

Ripropongo qui le foto della vicenda, prese dal sito di Repubblica.

Per non dimenticare e perché il disgusto che mi suscita la visione di quelle foto, di quelle testimonianze, aumenta l'indignazione.

Un gruppo di manifestanti attacca la camionetta isolata. Qui si vede l'estintore che, probabilmente, viene tirato dalla camionetta

Carlo Giuliani è riconoscibile al centro accanto al giovane col giubbotto arancione

Il carabiniere ha estratto la pistola. Il giovane con la maglia grigia se ne accorge e scappa

Carlo Giuliani ha raccolto per terra una bombola e sta per tirarla contro la camionetta. Il carabiniere sta per sparargli

Giuliani è a terra, forse già morto, la camionetta sta per passargli sopra

Il corpo del ragazzo ucciso è sotto la camionetta

La camionetta ha "liberato" il corpo del ragazzo

Carlo Giuliani giace morto sull'asfalto

Intorno al corpo infuria ancora la battaglia

Gli inutili soccorsi.

E adesso ricordate. Pensate e osservate come deliberatamente soffocano le nostre grida, la nostra voce. La voce di Carlo è stata annegata nel sangue. Giudicate se questa è libertà. Se per esprimere la propria idea bisogna rischiare di morire. Ci tolgono i nostri diritti fondamentali e si vantano di essere grandi uomini. Io dico Basta. Giustizia per Carlo, alla protesta!

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mercoledì, 19 luglio 2006

APPELLO PER UNA COMMISSIONE PARLAMENTARE D'INCHIESTA SUI FATTI DEL G8 DI GENOVA


In Italia, nel luglio del 2001, abbiamo vissuto quella che Amnesty International ha definito "la più grave sospensione dei diritti democratici in un paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale".

Quella ferita, inferta così violentemente il 20 e 21 luglio, ha lasciato un'ennesima macchia di sangue nelle pagine della storia del nostro paese, il sangue di migliaia di giovani umiliati, malmenati e torturati da coloro che sarebbero stati addetti a preservarne la sicurezza; la vita rubata al giovane Carlo Giuliani, vittima sacrificale di una mattanza indistinta.

La ferita dei giorni di Genova è rimasta aperta e dolorante nelle coscienze di tanti italiani e italiane che ancora s'interrogano sulle responsabilità politiche e materiali di quei gravi fatti, di chi si chiede come mai a cinque anni di distanza ancora non si sia fatta chiarezza sulla linea di comando, sulle inadempienze, sugli abusi di potere, sugli occultamenti di prove o sulla loro invenzione.

Subito dopo quegli avvenimenti fu istituita una Commissione di indagine conoscitiva bicamerale dotata di poteri d'indagine limitati. La natura stessa della Commisione, nonché il breve tempo in cui si svolsero i lavori (conclusi il 20 settembre 2001) denotano la volontà del governo di centrodestra di chiudere velocemente la faccenda, auto-assolvendosi agli occhi del Paese. Tale Commissione ha conseguentemente prodotto solo una sommaria e lacunosa ricostruzione dei fatti accaduti a Genova, senza arrivare ad una ricostruzione puntuale degli avvenimenti.

Anche i successivi eventi processuali (a cominciare dalla archiviazione dell'omicidio di Carlo Giuliani) sono risultati viziati dalla stessa logica: chiudere la "pratica Genova" nel più breve tempo possibile. Si sono dunque banalizzati i fatti, riconducendoli ad una logica di "manifestanti violenti" contrapposti a "sporadici eccessi delle forze dell'ordine". Tutto questo col risultato di non poter vedere la precisa linea di repressione del dissenso di cui Genova ha costituito l'episodio più grave, seguito da altri meno noti ma non per questo meno inquietanti. Seguendo il solco ideale del disinteresse tracciato dalla Commissione parlamentare, possiamo leggere non solo le vicende processuali, ma anche la grave distrazione dei maggiori media italiani, che stanno lasciando scivolare i processi in corso per i fatti di Genova nella più completa apatia.

Se il nuovo governo vuole imprimere una svolta democratica al nostro paese, da qui deve cominciare, perché non può esserci futuro democratico laddove una macchia così grave viene lasciata alle spalle, perché non può esservi saldezza di diritti in un paese in cui rimangono troppi dubbi sull'omicidio di un giovane ad una manifestazione.

Il giorno dell'insediamento del nuovo governo è stato ripresentato al Senato un disegno di legge sostenuto da 60 senatori e senatrici che prevede l'istituzione di una commissione d'inchiesta sui giorni del G8 che abbia gli stessi poteri dell'autorità giudiziaria, che possa cioè utilizzare tutti gli strumenti utili ad acquisire informazioni necessarie al raggiungimento della verità. Analoga iniziativa è in corso alla Camera dei deputati, con la possibilità quindi di ottenere una Commissione bicamerale, che avrebbe ancora più peso politico. E' urgente che questo disegno di legge venga discusso al più presto dal Parlamento per essere approvato e l'inchiesta possa rapidamente partire.

E' necessario che tutti e tutte coloro che in questi anni hanno condiviso la lotta per ottenere verità e giustizia si impegnino a far si che ciò avvenga. Bisogna insistere affinché ogni parlamentare si senta in dovere di assolvere una richiesta forte proveniente dal paese: nessuna lungaggine burocratica, nessun ostacolo dovrà frapporsi questa volta all'istituzione di un organismo, realmente aperto all'ascolto di tutti i soggetti che hanno faticosamente lavorato in questi anni alla ricostruzione dei fatti, e che possa dunque far luce sul black out di civiltà che ha investito il nostro paese nel luglio del 2001.

Chiediamo a tutti e tutte di impegnarsi attivamente affinché si possa finalmente in questo Paese, almeno su questa vicenda, restituire alle parole verità e giustizia il loro significato.


PER ADESIONI SCRIVERE A:
commissioneg8@yahoo.it

AIUTACI A DIFFONDERE L'APPELLO E A FARLO FIRMARE!

http://www.piazzacarlogiuliani.org

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venerdì, 14 luglio 2006

9 LUGLIO 2006

Finale del Mondiale Germany 2006:

CAMPIONI DEL MONDO!!

E siamo a 4!!! Grandissimi Azzurri! Ci hanno fatto sognare ed appassionare...soffrire anche, come al solito..ma questa volta ci hanno fatto un regalo enorme!

Eccola qui la mitica coppa che torna in Italia dopo 24 anni!

Magnifica!!

Grandissimo mondiale per Buffon, Zambrotta, Grosso...un pò per tutti ma c'è chi ha fatto di più: è lui, il Capitano, perché come lui non c'è nessuno: CANNAVARO!

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categoria:attualitĂ 
sabato, 17 giugno 2006

Nessuno tocchi Caino è una lega internazionale di cittadini e di parlamentari per l’abolizione della pena di morte nel mondo. E' un'associazione senza fine di lucro fondata a Bruxelles nel 1993 e costituente il Partito Radicale Transnazionale.

Ecco un articolo recente pubblicato sul sito di NTC:
12 giugno 2006: a seguito della decisione della Corte Suprema Usa di ammettere ricorsi contro l’iniezione letale, Sergio D’Elia, Segretario di Nessuno tocchi Caino e deputato della Rosa nel Pugno, ha dichiarato:
“Ancora una volta, giungono dagli Stati Uniti notizie che vanno in senso contrario alla pratica della pena di morte, dopo la sua abolizione nei confronti dei minorati mentali, nei confronti dei minorenni e la diminuzione di anno in anno di condanne ed esecuzioni.
Quella della iniezione letale, del modo dolce con cui uno Stato può decidere, con un atto volontario e di cui è responsabile, di mandare all’altro mondo una persona colpevole di un grave reato, è l’ultima spiaggia del sistema capitale americano. Ci stiamo avvicinando sempre di più all’atto finale del processo abolizionista negli Stati Uniti: la dichiarazione di incostituzionalità delle esecuzioni tramite iniezione in quanto pratica “crudele e inusuale”.
I paesi che negli ultimi anni hanno deciso di passare dalla sedia elettrica, dall’impiccagione o dalla fucilazione alla iniezione letale come metodo di esecuzione, hanno presentato il cambio come una conquista di civiltà e un modo più umano e indolore per giustiziare i condannati a morte. La realtà è diversa, e ora anche la Corte Suprema americana comincia a prenderne atto.
Ora attendiamo le decisioni nel merito dei ricorsi dei condannati a morte, ma già con la decisione della Corte Suprema di ammetterli, comincia a infrangersi il mito della civiltà e della umanità della iniezione letale”.

Sono pienamente convinta dell'inconcepibilità della pena capitale, come pratica disumana e crudele.

Se siete contrari alle esecuzioni capitali, date un'occhiata al sito www.nessunotocchicaino.it .

Lottiamo contro la pena di morte nel mondo e perché venga rispettato il diritto individuale alla vita!

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categoria:pace, attualitĂ 
domenica, 28 maggio 2006

A LAS BARRICADAS

Nere tempeste agitano il cielo
Voci nel mondo chiedono uguaglianza
La libertà dal laccio soffocante
Genti che prostrano il capo a riverenza.

Laiche utopie ci animarono il pensiero
E fu così che partimmo per Praga
Troppi paesi hanno un debito intero
Lotta e rivolta contro questa piaga.

Ma tutto intorno c'è chi si ribella
In un incontro globale che contesta
Disoccupati studenti ed operai
L'ultimo anello di catena che protesta.

En pie pueblo obrero a la battalla
Hay que derrocar a la reaccion
A las barricadas a las barricadas
Para el triunfo de la revolucion.

Levanta la bandera revolucionaria
Que llevera al pueblo a la emancipacion
A las barricadas a las barricadas
Para el triunfo de la revolucion.

Libero è il mercato libero e sfrenato
Poca virtù molta la disperazione
Povero è il popolo povero e vessato
E allora liberi lavoro e immigrazione.

Ci sono uomini ormai già schiavizzati
Dal ruolo delle banche e dell'economia
Mentre si affonda dentro l'immondizia
Del capitale e della sua gerarchia.

Ma tutto intorno c'è chi dice basta
In un incontro globale che contesta
Disoccupati studenti ed operai
L'ultimo anello di catena che protesta.

En pie pueblo obrero a la battalla
Hay que derrocar a la reaccion
A las barricadas a las barricadas
Para el triunfo de la revolucion.

Levanta la bandera revolucionaria
Que llevera al pueblo a la emancipacion
A las barricadas a las barricadas
Para el triunfo de la revolucion.

"Estamos bebiendo nuestro sudor
Estamos comiendo la nuestras unas
Ma esto no puede continuar
Pueblo, hermanos
Parado no podemos estar
Luchemos contra la injusticias
Luchemos contra la globalizacion
Luchemos! Luchemos!
"

En pie pueblo obrero a la battalla
Hay que derrocar a la reaccion
A las barricadas a las barricadas
Para el triunfo de la revolucion.

Levanta la bandera revolucionaria
Que llevera al pueblo a la emancipation
A las barricadas a las barricadas
Para el triunfo de la revolucion...

traduzione delle parti in spagnolo:

[In piedi, popolo operaio, alla battaglia / Bisogna demolire, alla reazione / Alle barricate, alle barricate / per il trionfo della rivoluzione]

[Solleva la bandiera rivoluzionaria / Che porterà il popolo all'emancipazione / Alle barricate, alle barricate / per il trionfo della rivoluzione]

[Stiamo bevendo il nostro sudore / Ci stiamo mangiando le unghie / Ma questo non può continuare / Popolo, fratelli / Non possiamo stare fermi / Combattiamo contro l'ingiustizia / Combattiamo contro la globalizzazione / Combattiamo! Combattiamo!]


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categoria:musica, canzoni, attualitĂ 
martedì, 25 aprile 2006

Gli aiuti umanitari producono più male che bene? Il dibattito sulla questione, peraltro non nuovo, è tornato particolarmente vivace tra economisti, opinionisti e addetti ai lavori dopo la pubblicazione dell'ultimo libro di William Easterly, professore alla New York University, per 16 anni 'reseach economist' della Banca Mondiale. Il titolo del saggio è 'The White Man's Burden - Why the West's efforts to aid the rest have done so much ill and so little good' (Il fardello dell'uomo bianco - Perché i tentativi dell'Occidente di aiutare il resto del mondo hanno prodotto così tanto male e così poco bene).


"L'Occidente - ha detto l'economista al Senato Usa - ha già speso 2.300 miliardi di dollari per gli aiuti umanitari negli ultimi cinquant'anni, e ancora non è riuscito a far avere a tutti i bambini medicine dal costo di 12 centesimi per prevenire le morti per malaria. L'Occidente ha speso 2.300 miliardi e non è ancora riuscito a far avere reti per il letto dal costo di 4 dollari alle famiglie povere. L'Occidente ha speso 2.300 miliardi e non è ancora riuscito a far avere alle madri tre dollari a testa per prevenire la morte di cinque milioni di bambini. E' una tragedia che così tanta compassione non porti neanche questi risultati minimi per chi ne avrebbe bisogno".

"Promettere denaro all'Africa è stata l'attività più alla moda l'anno scorso"

 

Per leggere l'articolo completo:

http://www.repubblica.it/2006/04/sezioni/economia/caso-libro-easterly/caso-libro-easterly/caso-libro-easterly.html

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categoria:libri, attualitĂ