martedì, 28 novembre 2006

Dio che non esisti ti prego
che almeno su questa grande nave
che mi porta via
le cabine siano...siano ben aerate [...]

Ma se non esiste perché lo preghi?

Non esiste fintanto che io non ci credo
finché continuo a vivere come
viviamo tutti
desiderando desiderando
ma se io lo chiamo...

Troppo tardi.

Per la forza terribile dell'anima mia,
forse vile, trascurabile in sé
però anima nella piena portata del termine,
se io lo chiamo verrà.

Dino Buzzati, 1957

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lunedì, 06 novembre 2006

Ecco una delle più belle definizioni della creatività poetica, a parer mia. E' opera di William Shakespeare, in "Sogno di una notte di mezza estate".

 

The poet's eye, in a fine frenzy rolling,
Doth glance from heaven to earth, from earth to heaven;
And as imagination bodies forth
The forms of things unknown, the poet's pen
Turns them to shapes, and gives to airy nothing
A local abitation and a name.

[L'occhio del poeta, roteando in sublime frenesia / guarda dal cielo alla terra e dalla terra al cielo; / e mentre l'immaginazione dà corpo / a cose sconosciute, la sua penna / le cambia in forme e all'aereo nulla / dà un luogo in cui vivere e un nome]

postato da: kiocciolina alle ore 15:51 | Permalink | commenti
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