lunedì, 21 agosto 2006

I militari statunitensi morti in Iraq. Opera di un artista dagli Usa.

QUELLE IMMAGINI CHE GLI STATI UNITI NON VOGLIONO VEDIATE.

http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=2009

Le ho trovate su un blog nei mei vagabondaggi multimediali. Purtroppo non ho parole per commentare, ma sono sicura che di parole, questa volta, non ce n'è bisogno. Funziona un po' come la guerra, dove non c'è voglia di parlare, e quindi si comincia a sparare. Ma io non vi sparerò addosso, nonostante oggi i miei pensieri siano muti. Non vi lascerò piccole mine nascoste tra le lettere delle vostre tastiere pronte ad esplodere al primo contatto; non vi lancerò una raffica di proiettili dalla webcam che vi fissa sopra il monitor del vostro computer; non metterò neppure delle piccole lame nei vostri auricolari solo per il gusto di vedervi sanguinare. Perché non ha decisamente senso. Io preferisco quindi invitarvi a vedere queste immagini, che possono ferire più di una parola.

E allora buonasera Mr. Bush, lei che ne ha 2 di gambe, e persino 2 braccia, 2 occhi, 2 mani e 2 piedi, lei che può muoversi e camminare, lei che può continuare a giocare al "padrone del mondo"...poteva farsi dare in dotazione con il resto almeno un paio di neuroni. Ecco la vostra guerra dove vi ha portati, ecco il prezzo del vostro maledetto arrivismo. Il vostro petrolio è costato caro, ma a lei non importa, lei che ne ha tanti da spendere, di dollari e di uomini. Dorma sogni tranquilli, Mr. Bush, e continui a regalare le sue medaglie e a fare il suo lavoro. Tutto andrà bene per lei finché continuerà a giocare a Risiko: a tirare i dadi ed osservare lei è veramente un maestro!

postato da: kiocciolina alle ore 05:59 | Permalink | commenti (2)
categoria:iraq, guerra
domenica, 20 agosto 2006

[Ieri notte è stata la notte peggiore] [Non una sola bomba su Beirut] [Le ore di attesa per una bomba che non arriva mai sono peggio di 33 giorni di attesa sotto quelle che cadono]

[Novità. La compagnia "Bandiera di libertà" è orgogliosa di presentare il più venduto CAPPELLO ARABO dell'estate 2006.] [SI! Sono un arabo e ho la barba. Potete mandarmi un cappello arabo così che io possa sentirmi libero quando cammino per strada.]

[Mamma, perché mi fanno questo?]

 

Questi 2 disegni vengono dal blog di Mazen Kerbaj, artista Libanese, di Beirut, che commenta con la sua arte ed i suoi disegni dal retrogusto amaro, quello che vive giorno per giorno in casa sua, nella sua terra, sotto le bombe.

Tra umoristiche vignette intitolate "Real News From My Brain" (Novità in tempo reale dal mio cervello), improvvisati disegni ricavati da macchie di caffé, duri report dei fatti ed interrogativi che affliggono la mente di tutti (libanesi, israeliani, ma anche italiani, francesi, portoghesi, americani, tedeschi ecc ecc ecc...), si sviluppa il suo blog. Giorno dopo giorno. Bomba dopo bomba. E la speranza di un futuro dove non si combatterà più è sempre viva.

Ecco il link del blog:

http://mazenkerblog.blogspot.com/

IL CONCORSO ESTIVO
rispondete alla seguente domanda e vincerete 3 (tre) granate a mano.

LA DOMANDA:
gli invasori sono i figli di David?
o i figli di Golia?

PER FAVORE
mandate le vostre risposte a mr ehud olmert o al più vicino Mc Donald's
 

postato da: kiocciolina alle ore 07:46 | Permalink | commenti
categoria:guerra
domenica, 20 agosto 2006

Uno delle canzone più belle che sia mai stata scritta, a mio parere. The Show Must Go On. Lo spettacolo DEVE andare avanti. Perché a volte, nella vita, veniamo messi davanti a prove difficili da superare; sembra che ci manchi l'aria, e che non saremo mai più felici. Il dolore di una perdita, la paura di un cambiamento, l'incertezza dell'avvenire, l'indignazione per l'odio. Eppure la vita deve continuare. Deve perché è giusto che sia così, perché non ci si può mai arrendere senza aver lottato fino all'ultimo. E allora, anche se il mio cuore si sta spezzando, e il mio trucco si sta sciogliendo, continuo a sorridere.

I brutti momenti vanno e vengono. Continuo ad illudermi che i periodi di burrasca verranno sostituiti da giorni di calma serena. Intanto, si continua a sorridere perché il mondo non può fermarsi, non si può fermare la corsa e far scendere di colpo tutti i passeggeri. Pian piano sono convinta che il sorriso diventera riprova di un sentimento di felicità interiore. Come si dice, la speranza è l'ultima a morire!!!!

In questo momento, ad essere sincera, non mi escono le parole per esprimere quello che provo, quindi prendo in prestito quelle scritte da Freddie, eccole qui:

Empty spaces - what are we living for
Abandoned places - I guess we know the score
On and on
Does anybody know what we are looking for

Another hero another mindless crime
Behind the curtain in the pantomime
Hold the line
Does anybody want to take it anymore

The show must go on
The show must go on
Inside my heart is breaking
My make-up may be flaking
But my smile still stays on

Whatever happens I'll leave it all to chance
Another heartache another failed romance
On and on
Does anybody know what we are living for
I guess I'm learning
I must be warmer now
I'll soon be turning round the corner now
Outside the dawn is breaking
But inside in the dark I'm aching to be free

The show must go on
The show must go on - yeah
Ooh inside my heart is breaking
My make-up may be flaking
But my smile still stays on

Yeah, oh oh oh

My soul is painted like the wings of butterflies
Fairy tales of yesterday will grow but never die
I can fly - my friends

The show must go on - yeah
The show must go on
I'll face it with a grin
I'm never giving in
On with the show

I'll top the bill
I'll overkill
I have to find the will to carry on
On with the
On with the show
postato da: kiocciolina alle ore 04:19 | Permalink | commenti (1)
categoria:musica, canzoni, queen
venerdì, 18 agosto 2006

 

Ed eccoli a voi, i Folkabbestia!!

 

Le radici dei folkabbestia risalgono al 1994, anno in cui vi fu la fusione artistica e cerebrale (nel senso che già da allora avevano la zucca fusa) di sei frikkettoni baresi pericolosamente intenzionati a suonare e sudare al ritmo della musica popolare italiana e del folk irlandese, al ritmo del punk, dello ska e della musica balcanica, al ritmo del... ok, ok, avete capito il concetto.

Nel 1995 iniziano ad esibirsi in Puglia, anche in alcuni festival buskers. I loro concerti risultano molto divertenti e questo entusiasma i componenti e li spinge a far le cose in modo più serio... Il '96 segna la svolta del gruppo (che a partire da quest'anno prenderà ufficialmente il nome "folkabbestia"): partecipano infatti ad Arezzo Wave, Folkermesse e (nientepopòdimeno!!) al "Festival Interceltico" di Lorient, in Francia. These dicks!!! (trad: sti cazzi!!!). nel '98 c'è l'uscita del primo disco "Breve saggio filosofico sul senso della vita", autoprodotto.

La formazione si stabilisce, di concerto in concerto l'affiatamento aumenta (ed il pubblico se ne accorge ed apprezza!) nascono nuove canzoni, i ragazzi trovano sempre più intesa, i fans aumentano, la stampa li segue con rinnovato interesse.
C'è quindi un passaggio dall'autoproduzione ad una nuova casa discografica con conseguente uscita di un album, il secondo, dal divertente quanto difficile da ricordare titolo: "Se la rosa non si chiamerebbe rosa, Rita sarebbe il suo nome", distribuito dalla VENUS.
E' del 2003 il terzo album del gruppo (sempre per la UPR) intitolato semplicemente "Non è mai troppo tardi per avere un'infanza felice".
Nel Febbraio 2005 abbiamo il quarto album intitolato "Perche. 44 Date in fila per tre col resto di due", raccolta di live con l'aggiunta di due inediti.

 

Nel 2006 esce il nuovo (ed ultimo per il momento) album della band intitolato "25-60-38" con ospiti eccezionali tra cui Franco Battiato, Capa Rezza, Erriquez e Finaz della Bandabardò e Daniele Sepe.

 

Sempre super attivi e vitali, i Folkabbestia vi travolgeranno sicuramente, vi consiglio di ascoltarli...se poi vi piace il genere, è fatta, li amerete...altrimenti..vale sempre la pena provare qualcosa di nuovo, no!?
A proposito, curiosità che mi ha fatto sorridere: i 4 scatenati sono entrati nel guinness dei primati come detentori del record per l'esibizione musicale più lunga del mondo, suonando la stessa canzone per 30 ore di fila!!!!!!

Il sito ufficiale dei Folkabbestia, dove troverete tutto quello che volevate sapere...e anche quello di cui non ve ne fregava proprio niente è: www.folkabbestia.com

"probabilmente la libertà è una giga irlandese che va."

postato da: kiocciolina alle ore 07:56 | Permalink | commenti
categoria:musica, folkabbestia
venerdì, 18 agosto 2006

Darren Aronofsky è un regista indipendente Americano. Il montaggio alternato dal ritmo sincopato, la frammentazione estrema dell'azione in inquadrature di dettagli e il contrappunto audiovisivo rendono il suo stile unico e riconoscibile.

 


REQUIEM FOR A DREAM (2000)

A Coney Island si intessono le vicende di Sara Goldfarb, teledipendente con l'assillo di partecipare a uno show televisivo, di suo figlio Harry, tossicodipendente con l'aspirazione di avviare una boutique con la sua ragazza, anch'ella tossicodipendente, e del loro comune amico Tyrone. I sogni si trasformeranno in incubi e la dura realtà della droga cancellerà le aspirazioni e le illusioni. Il film, duro e a tratti allucinante, è un viaggio nella disperazione e nello squallore della droga vera e di quella televisiva, entrambe causa di abbruttimento dello spirito e del corpo.

 

 

IL TEOREMA DEL DELIRIO (1997)

Maximilian Cohen geniale e bizzarro matematico, dedica la sua vita alla ricerca dei sistemi matematici che regolano ogni cosa. Sullo sfondo di una Manhattan alienante, Maximilian vive solo con il suo computer ed il vecchio maestro di matematica, nella spasmodica ricerca di connessioni numeriche nella vita di tutti i giorni. Un fortuito incidente lo porterà a scoprire una formula che sembra predire l'andamento della borsa di New York, ma che cela qualcosa di ancora più grande. Trionfatore al Sundance Film Festival, Il teorema del delirio è una pellicola indipendente a basso costo, un autentico gioiello di tensione e mistero. Ingegnoso e paranoico, questo thriller-fantascientifico ci porta alle soglie della conoscenza spingendoci fino alla metafisica. La fotografia, in un potente bianco e nero molto sgranato, e il montaggio ipercinetico sono perfetti per le atmosfere ciberpunk metropolitane.

 

Mi sono trovata tra le mani questi due film, e mi hanno completamente affascinato. Il regista ha un grande stile, si distingue dalla consuetudine e riesce a trascinarti all'interno dello stato d'animo che domina il film. Entrambi i film sono molto belli, particolari e ben girati, a mio parere. Vi consiglio vivamente di vederli.

postato da: kiocciolina alle ore 03:20 | Permalink | commenti (1)
categoria:cinema, film
sabato, 12 agosto 2006
Pensavo ad una cosa buffa stamattina, stesa nel mio letto ad attendere il sonno. Avete presente quelle ricche famiglie americane, le tipiche famiglie ricche da telefilm, ex studenti di Harvard e Yale, ricconi proprietari di importanti aziende e via dicendo. Bene. Spesso le mogliettine indaffarate dei loro mariti-supereroi-del-dollaro organizzano le cosiddette “cene di beneficenza”, per lo più raccolte fondi per qualche associazione o qualche miserabile che vive in mezzo alla strada. La cosa che mi ha fatto sorridere nel letto, è che sono feste lussuose almeno quanto la prima classe del Titanic! Voglio dire, sono feste di beneficenza, ma che proprio nulla hanno a che fare con i presunti beneficiari: è come se io organizzassi ad un mio amico una festa di compleanno, e poi non lo invitassi. Mi è sembrato così assurdo quando ci ho pensato, con la testa sul cuscino e la musica nelle orecchie, che sono scoppiata in una risata dal sapore amaro.
Beneficenza. Be-ne-fi-cen-za. Semplicemente beneficenza, ma nei confronti di chi? Chi sono i beneficiari? Forse proprio quelle indaffarate ricche signore nei loro abiti firmati, che per ogni cocktail servito si sentono un po’ più in pace con loro stesse, e possono essere orgogliose del loro operato. Come quelle aristocratiche da inizio novecento con la puzza sotto al naso che lanciano la monetina allo straccione buttato a terra sulla gradinata della cattedrale ed entrano in Chiesa a testa alta, forti del loro animo caritatevole. Tutta questa beneficenza, mi puzza di carità, di antica indulgenza: pochi spiccioli, e ci siamo comprati la salvezza dai nostri peccati. Facile signori, una teoria geniale almeno quanto la fisica quantica!
 E poi ci sono quei simpaticoni, facenti parte del jet-set o come-cavolo-si-chiama, che saltuariamente staccano un bell’assegno, a qualche associazione a sfondo umanitario, e si sentono dei divi impeccabili, ancora più sicuri della loro bella immagine.
Care signore vi-stacco-un-assegno-perché-devo-vendere-il-mio-cd, se volete fare veramente qualcosa di utile, smettete di sbattere in faccia al mondo il vostro lusso per poi prenderci in giro facendo vedere che siete “caritatevoli”, ma fatevi un bel giretto (e non ditemi che vi mancano i soldi per mettere la benzina al jet privato!), andate in Uganda a consolare bambini orfani di padri affogati nel loro stesso sangue perché chiedevano un lavoro, perché non volevano più essere sfruttati; andate in Brasile, dove ad 11 anni una bambina è costretta a vendere se stessa e la sua dignità per sostenere una famiglia; fatevi un bel giro nel ghetto chiamato Terzo Mondo, e osservate, sentite. Cercate di capire che esiste una sofferenza più grande di un’unghia che si spezza, di una ruga accanto all’occhio. La prossima volta che andate a comprarvi l’ennesima collana di oro e diamanti, il vestito di Armani che a stento metterete una volta, un nuovo attico a Manhattan, pensateci un attimo. Tradite per un solo secondo la fede che portate al vostro dio Denaro.
Poi comprate quello che volete e staccate pure il vostro assegno.
“Il mondo sentitamente ringrazia. Alla prossima cena.” Firmato i non invitati.
postato da: kiocciolina alle ore 06:49 | Permalink | commenti (1)
categoria:riflessioni
venerdì, 11 agosto 2006

Il 7 agosto Amnesty International in oltre 30 paesi ha organizzato veglie e manifestazioni per chiedere un cessate il fuoco completo ed effettivo tra Israele ed Hezbollah.

Altre veglie si sono svolte in Australia, Belgio, Cile, Corea del Sud, Francia, Giappone, Hong Kong, India, Lussemburgo, Malaysia, Mali, Messico, Nepal, Nuova Zelanda, Olanda, Pakistan, Paraguay, Regno Unito, Sierra Leone, Slovenia, Slovacchia, Spagna, Stati Uniti d’America, Svezia, Taiwan, Thailandia, Turchia e Venezuela. 

Amnesty International invita tutti a tenere accesa una candela sul balcone o alla finestra della propria abitazione finché il cessate il fuoco non sarà raggiunto. Io ne ho messa una di lato al blog, immaginando che sia la mia finestra da cui parlare al mondo.

 

Sul sito di Amnesty International è presente un appello in cui si chiede al Primo Ministro israeliano e al Segretario generale Hezbollah il cessate il fuoco immediato che consentirebbe così lo svolgimento di attività umanitarie indispensabili, che non possono essere intraprese mentre sono in corso massicci bombardamenti. Il cessate il fuoco, inoltre, permetterebbe l’avvio di un’inchiesta sui crimini commessi durante il conflitto e potrebbe favorire negoziati per un accordo che promuova il rispetto dei diritti umani degli israeliani e dei libanesi. Ecco il link: http://www.amnesty.it/appelli/azioni_urgenti/israele_libano?page=azioni_urgenti

 

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categoria:pace, attualità, amnesty international
mercoledì, 09 agosto 2006

Tanti tanti auguri a GiuGiu, la mia dolce dolce sorellina che oggi compie 22 anni, e si preoccupa della sua vecchiaia incombente. Se la incontrate per strada, non ditele niente delle sue nuove rughe...potrebbe attentare alla vostra vita!

postato da: kiocciolina alle ore 20:21 | Permalink | commenti
categoria:auguri
mercoledì, 09 agosto 2006

Finalmente il 1° Settembre esce il primo cd da solista di Stefano "Cisco" Belotti, voce storica dei Modena City Ramblers.
Collaborazioni di alta quaità, tra cui vecchi compagni di viaggio quali Massimo Giuntini (ex MCR) e Francesco "Fry" Moneti (MCR), Guido Foddis e Ginevra di Marco.

Sul sito ufficiale Cisco ha messo a disposizione per l'ascolto l'mp3 di "La Lunga Notte", canzone da cui prende il titolo l'album:
http://www.ciscovox.it/cd.php

L'ho già scaricata, ascoltata e riascoltata ed è veramente bella, non vedo l'ora di poter avere tra le mani l'intero album.
In più, a settembre ci sarà un giro di promozione del disco in varie parti d'Italia (potete vedere le varie tappe sempre sul sito ufficiale alla pag http://www.ciscovox.it/concerti.php... spero tanto di riuscire a vederlo almeno in questa occasione, aspettando il suo concerto!


Intanto altre grandi attese per l'autunno, con l'uscita del nuovo album della BandaBardò "Fuori Orario" il 1° Settembre e l'atteso nuovo album dei Modena City Ramblers, che vedrà per la prima volta impegnate le voci di Betty e Dudu..aspetto impaziente di vedere il risultato della nuova formazione.

Autunno in musica, come sempre, perché fa bene all'anima!

postato da: kiocciolina alle ore 20:13 | Permalink | commenti (2)
categoria:musica, modena city ramblers, bandabardò, cisco, cd
lunedì, 07 agosto 2006

Michael Moore è un regista e scrittore Statunitense autore di vari documentari tra i quali “Bowling for Colombine”(premio Oscar) e Fahrenheit 9/11, (Palma d’oro a Cannes). La sua carriera è sempre stata contrassegnata da una feroce satira contro il potere dominante delle major e del business specialmente in America.

Una breve storia della controrivoluzione Cubana

di Michael Moore

 

Quante volte ci siamo chiesti come ha fatto Fidel Castro per restare tanto tempo al potere? Nessuno – eccetto il re di Giordania – è rimasto al governo per un periodo così lungo di tempo. Quest’uomo è sopravvissuto a otto presidenti statunitensi, dieci giochi olimpici ed al ritorno della cometa di Halley. Senza tener conto di quanto fa per destituirlo il governo degli Stati Uniti. Ha più vite che i ritorni di Cher.

Non si può affatto dire che i nostri leaders non si siano sforzati di destituirlo, anzi! Da quando Castro ha liberato il suo paese dal corrotto regime di Fulgencio Batista (appoggiato dagli Stati Uniti e dalla Mafia) Washington ha provato una svariata quantità di metodi per destituirlo. Tentati omicidi (pagati con i soldi dei contribuenti), invasioni, blocchi economici, embarghi, minacce di distruzione nucleare, atti tesi a creare instabilità interna, guerra biologica (la Cia lanciò germi di febbre porcina africana sul paese nel 1971, obbligando i cubani ad uccidere 500 mila maiali).

E – ciò che sempre mi è parso strano – c’è pure una base navale statunitense sull’isola di Cuba! Provate ad immaginare se dopo aver sconfitto i britannici nella nostra guerra di indipendenza, gli avessimo lasciato mantenere un migliaio di soldati ed un pugno di corazzate nella baia di New York. Incredibile! Il presidente Kennedy che eseguì il piano già preparato dal suo predecessore Eisenhower per invadere Cuba alla Baia dei Porci, ordinò alla Cia di uccidere Castro, tentandole tutte, a cominciare da una penna avvelenata per finire con un sigaro esplosivo. (Non ho ottenuto informazioni da Maxwell Smart [noto comico americano n.d.t.]; è tutto scritto nell’informativa del Comitato Church in congresso del 1975).

Naturalmente tutto questo non ha funzionato, Castro è divenuto più forte e gli Stati Uniti si sono coperti di vergogna. Cuba era vista come il paese che ci sfuggiva di mano. Cominciò ad essere una molestia per noi. Abbiamo nelle nostre tasche ogni nazione di questo emisfero eccetto questi “maledetti cubani”. Non va bene. Come quando....

 

Per continuare a leggere l'articolo, potete andare al sito http://www.resistenze.org/sito/te/po/cu/pocu5a24.htm . E' un articolo decisamente troppo bello per non essere letto!

 

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Sapete perché dico questo? Perché quando a qualcuno non piace l’oppressore del suo paese resta lì a combatterlo. E questo può essere fatto sia attraverso la forza (vedi la Rivoluzione Americana o Francese) sia attraverso mezzi pacifici (Gandhi in India o Mandela in Sud Africa). Però non si può mettere la coda tra le gambe e correre.

 

postato da: kiocciolina alle ore 06:27 | Permalink | commenti
categoria:politica, articoli, cuba
venerdì, 04 agosto 2006

 

Diamo un bel benvenuto al nuovo amico del blog, il piccolo Mordicchino!

Potrete vederlo muoversi sulla barra laterale del blog mentre tranquillamente leggete i post, ma c'è di più! Se cliccate sul tenero cricetino comincerà a correre sulla ruota!...e provate a cliccare sul tastino "more" e a dargli la fragolina....

postato da: kiocciolina alle ore 03:41 | Permalink | commenti
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giovedì, 03 agosto 2006

27 Luglio 2006

Foggia - Teatro Mediterraneo.

C'è il concerto della BandaBardò!!

Sono andata a vederlo...non potevo mancare! E poi il biglietto costava poco....grandi i Bardottini!

Di gente in fondo non ce n'era tanta...150-200 persone approssimativamente...se non di meno...non so bene, perché una volta che si accendono i riflettori sul palco, guardarsi intorno è un optional!

Alle 9 dovrebbe cominciare il concerto. Ormai sono le 10, e non c'è segno di movimento sul palco. All'improvviso si spengono le luci del teatro; parte l'urlo collettivo. Tutti i ragazzi presenti si fiondano in prima fila; esco la Banda....gridare a più non posso è la parola d'ordine!! A causa della poca gente, mi ritrovo praticamente faccia a faccia con i musicisti (dovete sapere che al TM il palco è alla stessa altezza degli spalti, separato da un fossato stile medioevo!). Comincia subito la musica...Sette sono i re...bellissima...e poi Tre Passi Avanti...e poi una catena infinita di canzoni, una dietro l'altra, il pogo si fa incessante, martellante, le spalle fanno male ma l'entusiasmo non diminuisce. Bravissimi dal vivo, trasmettono un'emozione 10volte più grande che via cd (evviva le band nate per suonare dal vivo, e non quelle ricostruite in studio di registrazione - e non mi dite che tutte le band sono nate per suonare dal vivo, perché non è così!). Suonano tutti i loro pezzi più famosi: Vento in Faccia, Povera Consuelo, Beppeanna (più spesso chiamata Se mi rilasso collasso), Manifesto, 20 Bottiglie di Vino, Cuore a metà, Mojito Football Club ecc ecc ecc......spettacolo divino! La voce se ne va a furia di gridare. I musicisti simpaticissimi, sul palco si scatenano insieme a noi, suonano i loro strumenti ballando e saltellando, senza steccare una nota (e non ve ne uscite con la storia delle registrazioni!), Erriquez viene a cantare in mezzo al pubblico, Finaz si scatena in assoli di chitarra da paura, Donbachi che strimpella con la sua solita faccia gioviale saltellando accanto al curioso contrabbasso, Ramon (personalmente rinominato "Gorilla") che dà prova di maestria con un bongo dalle dimensioni spropositate, e poi Cantax, Nuto, Orla....una carica di energia travolgente, una bravura sconcertante e un divertimento assurdo!!

Purtroppo alle 11 già decidono di smettere di suonare...fischi e controfischi...là sul palco esce fuori un carretto pieno di acqua, coca cola, tè...e noi morti di secchezza faucifera e disidratazione per il caldo assurdo dell'estate e della mischia che gridiamo "fateci bere!!!!"....5 minuti e ricomincia la musica...partono altre 2 canzoni da paura...di nuovo grazie a tutti, vi vogliamo bene, ciao!......ma il pubblico non è soddisfatto (e ci mancherebbe!!)...e allora tutti in coro "fuori-fuori-fuori-fuori"...eccoli che ritornano alla carica, e vanno con il pezzo forte: Attenzione - Concentrazione - Ritmo e - Vitalità!!!!! Parte il pogo come non mai, violentissimo, vengo scaraventata a terra da un bestione alto 2 metri che cerca di reggersi a me per non cadere....cadiamo tutti e 2 a terra, mi fanno rialzare, mi rigettano nella mischia, e mi fanno cadere di nuovo...rischio  calpestamento, ma rido felice...un ragazzo mi rialza, e continua la festa, anzi, non si è mai fermata!! Un altro paio di canzoni, e la Banda questa volta saluta veramente. Sono le 23.30. Presentazione dei componenti della band, ringraziamenti vari, applausi e l'appello a fermarsi al carretto di Emergency prima di andare via.

Ancora una volta, Grazie per le emozioni!! Potessi, vivrei solo di concerti, mi fanno rinascere dentro, non mi fanno pensare più a niente...altro che alcool, la soluzione a tutti i problemi della vita è un bel concerto fatto come si deve!!

Piccola nota: però non raggiungono i livelli di massima autorevolezza dei Modena City Ramblers...dal vivo sono ancora più bravi!!!

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categoria:musica, concerti, bandabardò
giovedì, 03 agosto 2006

Passata la legge sull'indulto, ennesima dimostrazione del governo di come alla fine, gira e rigira, ognuno finisca per fare i propri comodi. Soluzione praticamente inutile per l'affollamento delle carceri, serve più che altro a tenere lontani dalle celle personaggi troppo "eccellenti" per poter finire al fresco. In uno Stato come l'Italia, dove la Giustizia non ispirava particolare fiducia, questa legge cade a pennello, per far alzare gli occhi al cielo e dire un basta, non ce la facciamo più!!

Ho trovato un paio di articoli interessanti scritti da Marco Travaglio, uno dei pochi che in quest'epoca di mala informazione riscostra un minimo di fiducia, quasi fosse lo spiraglio di verità che qualcuno di noi va cercando. Vi riporto i link:

Questo è un articolo riportato sulla Repubblica, che spiega la grande facilitazione data dall'indulto alle multinazionali, a spese dei soliti "pezzenti" di turno:

http://www.repubblica.it/2006/07/sezioni/politica/indulto-di-pietro/eternit/eternit.html

Ed ecco qui un altro bell'articolo interessante, sempre di Travaglio:

http://www.megachip.info/modules.php?name=Sections&op=viewarticle&artid=2302

Canzoni correlate all'articolo:

Liberi Tutti - Subsonica (non fosse altro che per il titolo!)

postato da: kiocciolina alle ore 05:01 | Permalink | commenti (1)
categoria:politica, attualità, multinazionali, indulto
martedì, 01 agosto 2006

 

 

Un tempo lontano gli esseri umani si aggregarono in popoli e crearono lo Stato che diventasse garante dei loro diritti. Da allora le cose non sono andate esattamente come si sperava. Lo Stato comanda, il popolo subisce. Forse che il mondo in cui viviamo non è altro che il pungente contrappasso per un peccato commesso  in tempi antichi? Qualcuno me lo dica, perché qui nell'inferno globale fa veramente caldo, e vorrei tanto poter fare qualche aggiustamento.

postato da: kiocciolina alle ore 04:55 | Permalink | commenti
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martedì, 01 agosto 2006

Qual'è il peso della solitudine?

E il prezzo dell'amicizia?

E' una questione di carattere economico se vogliamo, si tratta di convenienza.

Ma partiamo dal principio. Ogni uomo è solo sulla terra. Quando quest'uomo si libera della sua solitudine. La risposta è MAI. Sono dell'idea che ogni persona, seppur circondata di amici e affetti vari, nel profondo sia sempre solo con sé stesso, con l'impassibilità del proprio giudizio. Questo non pregiudica la sincerità dei rapporti umani, ma è impossibile pensare che un individuo possa condividere tutto se stesso con un altro essere umano. Messo in chiaro questo, chi riesce ad andare avanti è colui che non dà peso alla propria solitudine, o meglio, chi ci si adatta e riesce a conviverci. Al contrario, chi nasconde il proprio senso di solitudine riempiendo gli "spazi vuoti", probabilmente è chi ne soffre maggiormente, chi poi ne resta spaesato e spaventato. E' a questo che servono gli amici. A sentirci meno soli.

In base a quale criterio si scelgono gli amici? In base al trovarsi bene insieme, alla comprensione reciproca, agli interessi comuni, ad una sostanziale compatibilità caratteriale.

Quello che mi chiedo stasera, mentre vengo fuori dall'ennessimo screzio con l'amicizia, e quanto poi possa valerne la pena. Il mio senso di solitudine non è attutito da un'amicizia che mi trattiene nell'ambito di una falsità imperante, che non permette di sfogare il mio lato più sincero dell'essere e pretende che io mi adatti ad un'idea di me che non è quella che io ho di me stessa. Sarà forse eccesso di altruismo, buonismo, magari anche una gran stupidità, ma di fronte alle lacrime di un amico, le cose da fare sono poche. Quando entrano in gioco i sentimenti, lo stomaco che si contorce nel vedere gli occhioni lucidi di qualcuno che soffre, non è poi tanto facile rivendicare qualcosa di cui apparentemente si è tanto certi. Si arriva alla autocolpevolizzazione, anche nei casi più estremi ed assurdi, in cui al massimo ci si potrebbe designare come vittima. E si ha la quasi certezza che nessuno possa capire ciò che provi, ciò che senti, perché per comprendere un po' più a fondo le situazioni, bisognerebbe trovarcisi dentro. Il senso di solitudine aumenta. Cresce. E ancora cresce. Unito ad un senso totale di impotenza e frustrazione, rabbia con sé stessi e volontà di ribellione. Fino alla fine, si arriva all'intolleranza.

Trovarsi ogni giorno ed ogni minuto ed ogni sera a pensare a cosa fare, cosa dire, come comportarsi per non "sgarrare"...parlo tanto e tanto di libertà, per poi finire in "catene", delle catene opprimenti come un pugnale conficcato nel cuore, che non può essere rimosso senza creare un'evidente emorragia. E ogni sera quando mi metto nel letto pensando e ripensando per una volta ancora a quale sia l'errore commesso questa volta, e come si sarebbe potuto evitare un ennesimo colpo di testa, mi ripropongo un ragionamento. Vale la pena vivere con un peso che ti grava nell'animo, che frena ogni tua azione? Non sarebbe molto meglio se potessi solo fare a modo tuo, se potessi essere te stessa e nessun altro, quello che semplicemente sei, senza dover dare di conto a nessuno per ogni decisione che prendi? Chiariamoci, non voglio fare di testa mia infischiandomene di tutto e di tutti, perché sarebbe soltanto un esempio lampante di egoismo puro; non è questo quello che intendo. Ma ogni tanto prendere anche la semplice decisione di bere un caffè, mi sembra un diritto ben poco contestabile.

Nel mio continuo arrovellamento di cervello, mi chiedo se non valga la pena forse essere effetivamente da soli, scambiare una parola con tutti ma non dover mai andare troppo a fondo con nessuno in modo tale da non poter essere vincolato. Sicuramente è paura di un rapporto serio. Sicuramente è da codardi. Ma sono più le lacrime che mi fanno versare gli amici in una serata, che non l'idea di passare una settimana da sola. (non parlo di isolamento, attenzione!)

A volte mi sembra impossibile riuscire a comunicare effettivamente come mi sento e dar bene ragione di un concetto, che nella mia mente è così chiaro e ben delineato. Certo è che questa sera, per l'ennesima volta, sono legata a catene di ferro che mi trascinano a fondo e non ho proprio la forza di scalciare per ritornare in cima, le mie gambe sono stanche. Non vorrei che arrivasse un domani perché sono stanca di pensare a come chiarire un'ennesima situazione, sono stanca di dover cercare delle attenuanti e chiedere 'scusa', ancora una volta, sempre e sempre, a ragione o a torto. E' questo il prezzo dell'amicizia? Lo sto scoprendo adesso, e me ne sento doppiamente frustrata. Un po' perché mi è sempre stato detto che l'amicizia doveva essere qualcosa di bello, la salvezza nella tempesta immonda che è la vita. Un po' perché a volte credo di essere io particolare, quel genere di persone poco o per niente portate per i contatti umani, troppo presa nel suo mondo di sogni ed ideali per approdare sulla terra ferma di un contatto umano reale; insomma temo di non essere adatta all'amicizia.

Tanti dubbi mi si affollano nella testa, mi tolgono il sonno. Solo di una cosa sono certa stasera: che sono stanca e vorrei tanto una pausa da tutta questa vicenda. Vorrei decidere di restare un po' SOLA senza che nessuno debba rinfacciarmelo o offendersi a riguardo.

Probabilmente alla fine di questa lettera un pensiero vi irromperà nel cranio: cambiare amicizie, no?

Me ne rendo conto, ma è più facile a dirsi che a farsi come sempre. E se poi fossi io a sbagliarmi, se fossi completamente dalla parte del torto, se fossi solamente io che prendo e prendo e non voglio mai dare? Le paranoie mi sovrastano prendendo consistenza sul buio soffitto della mia stanza. Stesa sul letto vedo ombre evanescenti che mi vengono addesso minacciose. Invoco un sonno che tarda sempre ad arrivare, la pace intempestiva ad un turbine infinito di miserie ed angosce che abitano la mente. Stanotte, io scelgo di scappare. Buonanotte.

postato da: kiocciolina alle ore 04:40 | Permalink | commenti
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